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Cittadinanza: chiarimenti ministeriali dopo le recenti modifiche normative

Jour:

04/02/2019


Cittadinanza: chiarimenti ministeriali dopo le recenti modifiche normative

Con la nota n. 666 del 25 gennaio u.s., il Ministero dell'Interno fa seguito alla circolare n. 7132 del 16 ottobre 2018, avente ad oggetto l'entrata in vigore del decreto legge n. 113 del 4 ottobre 2018, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di cittadinanza, modificando e integrando la legge n. 91 del 1992.

Le modifiche, introdotte dal citato decreto legge e dalla legge di conversione n. 132 del 1° dicembre 2018, riguardano:

Requisiti linguistici di conoscenza della lingua italiana a livello B1: il Ministero dell'Interno ha confermato, quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi degli artt. 5 e 9 della legge, la necessità del possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Tale requisito trova applicazione a decorrere dal 4 dicembre 2018 (e non dal 5 dicembre, come riportato nell'allegata Nota), e quindi per le istanze presentate a partire da tale data. Non è, invece, richiesto per i procedimenti avviati precedentemente e già in corso.

Il termine procedimentale delle naturalizzazioni di cui agli articoli 5 e 9 della Legge 5 febbraio 1992 n. 91: tale termine è stato elevato a 48 mesi e si applica ai procedimenti in corso (cioè non ancora definiti al 5 ottobre 2018, data di entrata in vigore del Decreto n. 113/2018), sia che il previgente termine biennale sia decorso, sia che esso non risulti ancora spirato.

L’importo del contributo, ora determinato in euro 250,00: per le istanze presentate a partire dal 5 ottobre 2018 incluso, non in regola con il versamento, dovrà essere richiesta l'integrazione di euro 50 (cinquanta). Tutte le domande inoltrate prima di tale data - seppur "accettate con riserva" - ricadono nella normativa previgente.

L’abrogazione del silenzio-assenso circa l’istanza di conferimento della cittadinanza per matrimonio: non è più previsto il conferimento automatico della cittadinanza al cittadino straniero coniugato con cittadino italiano allo scadere del biennio dall’accettazione della domanda, mentre è fatto salvo il potere di diniego circa lo status civitatis anche dopo lo spirare di tale limite temporale.


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