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Pratiche di cittadinanza e relativo giuramento

Data:

22/06/2018


Pratiche di cittadinanza e relativo giuramento

La scorsa settimana si è tenuto il primo giuramento di cittadinanza innanzi al nuovo Console Generale d’Italia in Charleroi.

Il termine cittadinanza indica un particolare status (in francese "nationalité") al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia il moderno concetto di cittadinanza nasce con lo Stato Unitario ed è attualmente disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91.

La cittadinanza italiana può essere acquisita per discendenza (iure sanguinis), per naturalizzazione, per matrimonio e, in casi residuali, per nascita sul territorio dello Stato (iure soli).

La formula del giuramento è alquanto semplice:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo
e di osservare lealmente le leggi dello Stato”.

giuramento

Presso il Consolato Generale le pratiche di cittadinanza riguardano statisticamente richieste di naturalizzazione per matrimonio (circa 80%) e istruttorie di ricostruzione di cittadinanza italiana (per un 20%). Per l’ottenimento della cittadinanza è previsto un contributo erariale variabile a seconda dei casi.

Un tema di interesse riguarda la condizione della donna italiana cittadina: fino al 1975 se sposava uno straniero, perdeva la cittadinanza italiana; da settembre ’75, con la riforma del diritto di famiglia (L. 151/1975), con effetto retroattivo al 1.1.1948, le donne possono far valere il possesso ininterrotto della propria cittadinanza italiana e trasmetterla ai figli.

Il genitore straniero, divenuto italiano, trasmette la cittadinanza ai figli minorenni se questi ultimi sono conviventi alla data dell’acquisto della nazionalità italiana da parte del genitore.

In generale la legge belga sulla cittadinanza (“Code de la nationalité belge” del 28.6.1984 e successive modifiche) prevede che gli individui nati in Belgio a partire dal 2 gennaio 1974 da almeno un genitore a sua volta nato in Belgio, è belga, ma conserva la cittadinanza italiana, se la possiede.

In merito ai figli, dei quali almeno un genitore è italiano, si segnala come essi possono far valere e acquisire la cittadinanza italiana:

- gratuitamente, nel caso di figli minori, facendo trascrivere l’atto di nascita in Italia;

- mediante il versamento di un contributo, in caso di persone maggiorenni e in mancanza di trascrizione dell’atto di nascita in Italia.

In entrambi i casi la pratica viene istruita direttamente in Consolato.

Mai come in questi casi si può affermare che “ogni caso fa storia a sé”, dimostrando quanto è articolata la materia della cittadinanza, la quale merita nondimeno adeguata considerazione nell’ambito dei servizi consolari.

Va notato, infine, che ogni Paese è abilitato in linea di principio a riconoscere solo la propria cittadinanza a un suo cittadino (non è quindi plausibile certificare la cittadinanza belga o di altra nazione da parte dello Stato italiano).

Per maggiori informazioni sull’argomento si invita a consultare la sezione cittadinanza del nostro sito internet e la pagina dedicata sul sito www.esteri.it


Autore:

David Michelut

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