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Rientro in Italia di connazionali dall’estero (in particolare Unione Europea/SEE)

Data:

24/03/2020


Rientro in Italia di connazionali dall’estero (in particolare Unione Europea/SEE)

Sono cinque le principali alternative che hanno i nostri connazionali per rientrare in Italia, sebbene sia fortemente sconsigliato intraprendere viaggi non necessari. In questo frangente chi non sia iscritto AIRE, salvo rare eccezioni, non ha alternative che rimanere dove si trova fino al termine del locale stato di emergenza oppure rientrare in Italia, sottoponendosi tuttavia all’isolamento domiciliare obbligatorio di 2 settimane.

In primo luogo, se il proprio volo aereo è cancellato, bisogna perseverare affinché la compagnia aerea trovi una soluzione, anche andando in aeroporto di persona, prendendo in considerazione l’ipotesi di voli con scalo da aeroporti operativi verso l’Italia. In questo caso bisogna ricordare che eventuali dispositivi di protezione igienico-sanitari, come guanti e mascherine, potranno essere richiesti dalle compagnie aeree per imbarcarsi. In caso di ricerca di voli operativi, si raccomanda di verificare le soluzioni presso i tour operator, le agenzie viaggi o direttamente i siti delle compagnie.

Eventualmente si può prendere un treno, anche in triangolazione con i Paesi che non hanno ancora chiuso le frontiere con l’Italia, come ad esempio la Francia. I connazionali, infine, possono noleggiare un’auto, prendere un pullman o, ancora, se in partenza da località insulari o peninsulari, prendere un traghetto.

Va verificato sul sito mae.viaggiaresicuri , il blocco di talune frontiere al traffico viaggiatori, specie se cittadini di Paesi al momento considerati a rischio (tra cui Cina, Italia, Spagna, Iran, etc.) ovvero la soppressione di specifici servizi di trasporto.

In tutti i casi si ricorda che in Italia non si può circolare liberamente e bisogna essere in possesso del modello di autocertificazione per gli spostamenti debitamente compilato, richiesto dal Ministero dell’Interno.

Il DPCM 22 marzo 2020 stabilisce che, sull’intero territorio nazionale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze (1) lavorative, (2) di assoluta urgenza ovvero (3) per motivi di salute.

Tali disposizioni sono efficaci fino al 3 aprile 2020, salvo proroghe. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle previste dal DPCM 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020, i cui termini di efficacia sono entrambi prorogati al 3 aprile

Chi rientra in Italia, per decisione dell’Autorità, è soggetto a isolamento o quarantena di due settimane, al proprio domicilio oppure in località protetta. Sono previsti severi controlli e sanzioni, tra cui l’ammenda da 400 euro fino a 3.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.

La violazione intenzionale del divieto di spostamenti per le persone sottoposte a quarantena, perché risultate positive al virus, è punita con la reclusione da uno a cinque anni (così dispone il Decreto Legge del 24 marzo 2020).

 

Per ulteriori informazioni consultare i link riportati nella sezione del sito dedicata all’emergenza, nonché il sito dell’ Ambasciata d’Italia a Bruxelles.


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